8° RADUNO DE I VENTURIERI

8° RADUNO DE I VENTURIERI

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  RADUNO DE I VENTURIERI CITTA’ DI CHIOGGIA

 

 


Possono un vecchio, una barca ed un secchio di pece salvare la nautica?



 

 

Possono un vecchio, una barca ed un secchio di pece salvare la nautica?E’ quello che si sono chiesti I Venturieri al loro 8° Raduno di Chioggia, e ne escono con un’idea: ”ecco come possiamo fare noi per salvare il mondo della nautica, o almeno il nostro  angolo di banchina”.

 

La desertificazione morale dei diportisti  è la conseguenza  della gestione della nautica moderna, delle barche di “plastica”. Si badi, non è un problema di materiale da costruzione, ma della  filosofia  moderna   imposta  dall’industria al diportista,  filosofia che mira ad un produzione intensiva, con barche usa-getta (ma poi dove le gettiamo?), aprendo il mare ad automobilisti trasformati  marinai.Questa analisi era gia stata formulata da molti, e tra questi dal nostro”padre fondatore” Gian Marco Borea e dal  grande Carlo Sciarrelli.Non si tratta di avere un atteggiamento snob nei confronti  di un povero -ma economicamente abbiente- dentista (potrebbe esser geometra o ragioniere o..), il quale, lasciate pinze e  trapano, scende dall’auto e con la stesso atteggiamento, con lo stesso “pathos” si allontana in mare.Una cima è in acqua, ma non se ne cura, perchè il venditore ha detto che è di dacron e non si rovina, anche i parabordi  sbattono allegramente  contro il trincarino, la brezza pomeridiana è favorevole ma il fiocco è rollato, anche la randa in mylar full batten è assicurata al boma.Il nostro dentista, armato di telefonino e di un  radiocomando che con due pulsanti controlla  timone, giri motore, elica di prua, finalmente si sdraia in pozzetto godendosi il sole ed il rollio come potrebbe fare sul balcone di casa. A sera tutti nel Marina che sono condomini abitati nei fine settimana.Questa è la nautica da cui I Venturieri vogliono salvarci.  Come?  La risposta, una possibile risposta,  si poteva trovare  seguendo le varie fasi del Raduno di barche classiche ed autocostruite che I Venturieri organizzano da diversi anni, a Chioggia.Le barche  hanno riempito la banchina di Pazza Vigo; è stata una festa che ha coinvolto sia la curiosità di chi passava per caso, sia l’interesse degli esperti del settore nautico.Bastava infatti camminare lentamente lungo la banchina ed osservare gli scafi.  Non occorre esser tecnici del settore:  il fascino che quelle barche emanano, colpisce l’interesse e la fantasia di tutti.Ogni barca ha la sua storia e  la racconta.Qualcuna ci parla di lussi passati, altre fanno immaginare lunghe navigazioni, altre il lavoro dei pescatori, altre ancora raccontano di lunghe ore di costruzione amatoriale...Sono barche “venturiere”, con l’anima, che hanno qualcosa da comunicare, come i loro proprietari, sempre felici di rispondere alle domande dei curiosi.Nell’ambito del Raduno si è inoltre tenuta la 5° edizione del Seminario sulla “Storia ed evoluzione nella progettazione, costruzione e recupero delle barche tradizionali” cui partecipano relatori da tutta Europa.Quest’anno è stata la volta di Thedo Fruithof dai Paesi Bassi (Segretario dell’European Maritime Heritage). Ci ha parlato della grande flotta di barche da lavoro e tradizionali, che sopravvivono solo se possono dare un reddito che possa sostenere la loro manutenzione, e se vi sono porti di retaggio storico che possano ospitarle a costi ridotti.Questi porti siti nel centro storico, oggi inadatti alla portualità moderna, sono ideali per ospitare le nostre  barche. Si ottiene così il risultato di avere un contesto omogeneo tra i palazzi e le antiche strutture restaurate e le imbarcazioni tradizionali in acqua e quindi la valorizzazione del territorio.Non potrebbero i nostri Comuni fare la stessa cosa?L’intervento del Sindaco di Chioggia sembra lasci aperta questa possibilità, condivisa da Marino Budicin, Vicesindaco di Rovigno e presidente della comunità degli italiani d' Istria, che ha sottolineato la vicinanza culturale, storica e di interessi delle due città.Ci chiedevamo all’inizio se un vecchio, una barca ed un secchio di pece possono salvare la nautica.Forse I Venturieri, come Don Chisciotte, combattono a vuoto contro i mulini a vento!Ma tutto è collegato: barche, cultura marinaresca, ambiente, inquinamento.I Venturieri, che storicamente hanno sede a Chioggia, hanno particolarmente a cuore le loro barche e il loro mare.L’Adriatico è un mare eccezionalmente bello ma fragile, a grande rischio di inquinamento.Tutti, tutte le regioni, tutte le nazioni hanno bisogno di turismo. Ma riteniamo debba essere un turismo intelligente e sostenibile.Nei sogni dei Venturieri vi è la promozione di questo mare, non solo della laguna , ma del “Golfo di Venezia”, che nelle antiche carte è indicato a partire da Corfù e termina a Trieste.Incrementare ancor di più i contatti tra le varie Amministrazioni regionali e statali, per aver leggi e controlli omogenei ed efficaci in materia di inquinamento e di salvaguardia dei luoghi di interesse storico-artistico e naturalistico (cosa già realizzata nei Paesi del Nord Europa).Attenzione non vogliamo una piatta globalizzazione, anzi sappiamo che ogni golfo, ogni isola ha il suo carattere e le sue barche, e noi vorremmo salvare e valorizzare le ultime rimaste. Questo è il nuovo, ambizioso progetto de I Venturieri. 

 


Se siete interessati al dvd che raccoglie gli atti del Seminario “Storia ed evoluzione nella progettazione, costruzione e recupero delle barche tradizionali”, contattate la segreteria de I Venturieri all’indirizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

 


 

 

 




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