Missione Americana

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MISSIONE AMERICANA PER I ‘CATBOATER’ ITALIANI (ANZI, … VENEZIANI)

Cronaca di una trasferta compiuta negli Stati Uniti da una delegazione dell’Associazione

Catboat Venezia, guidata dal Presidente Marco Dissera Bragadin, per partecipare al 50esimo

anniversario della Catboat Association e visitare i siti della marineria della costa orientale, a

cominciare dal famoso Mystic Seaport Museum.

I 50 ANNI DELLA CATBOAT ASSOCIATION

Luglio 2012 - Dopo aver trascorso tre fantastici giorni a Cape Cod a casa degli amici

di Morgan e Rita, con una divagazione di una giornata per la visita dell’Isola di Nantucket, la

delegazione dei catboater italiani, composta da Pia e Piero, Chiaretta e Ettore e Roberta con il

sottoscritto, si è spostata
a Mystic per la

grande festa dei "primi" 50 anni di vita della Catboat Association.

MYSTIC, UNA CITTADINA DEDICATA ALL’ANTICA MARINERIA

Dovete sapere che Mystic non è un museo come tutti si aspettano, ma è una piccolissima cittadina

nella quale ci si immerge fino al collo in un’atmosfera che ci riporta a circa due secoli fa.
Qui tuttoparla di mare, c’è un cantiere che produce e restaura barche di varie dimensioni, c’è il fabbro, la

scuola, la banca, la chiesa ecc., tutto rimasto fermo a quell’epoca. A terra ed in acqua barche di tutti

i tipi, rigorosamente d’epoca si intende, che vanno dalla nave baleniera alla piccolissima lancia,al battello a vapore, golette

ed infine anche un cat, precisamente il Breck Marshall, donato al

Museo dalla CBA in onore di Breck Marshall, skipper e costruttore di catboat.

100 CATBOAT

Appena entrati, con un pass speciale riservato ai partecipanti al raduno, siamo stati accolti dai

vecchi amici conosciuti in passato sia nel mio primo viaggio negli Stati Uniti sia quando loro sono

venuti a trovarmi a Venezia negli anni successivi. Girato l’angolo,
un tripudio di cat, perlopiù

erano i famosi Marshall dai 18 ai 22 piedi, ma c’erano anche gli Atlantic City e mi sembra di

aver visto anche qualche Menger 23
. Il molo principale è stato riservato alle "vecchie signore"

circa una quindicina di cat dei progettisti più famosi, da Hanley fino ai nostri giorni con Brewer. Il

tutto per un centinaio scarso di cats.

INTERVISTE ALLE BARCHE

Nonostante l’afa ed il caldo opprimente non ho mai smesso di contattare gli armatori per farmi raccontare le loro impressioni e le qualità delle loro barche. Tra un tendalino ed un altro, tra una bottiglietta d’acqua ed altri vari drinks ho raccolto una decina di interviste, molto succinte, che si riferivano solo ai dati della barca e degli armatori. Curiosità ed ammirazione nei nostri confronti soprattutto per il fatto che a migliaia di miglia di distanza esiste un’associazione, la nostra, che ha la loro stessa passione per le stesse barche.

LA CONFERENZA ‘VENEZIANA’ PER GLI AMICI AMERICANI

Alla sera una cena per tutti i partecipanti sotto ad una tesa in muratura contornata da teli bianchi. Dopo aver preparato durante il viaggio di andata in aereo una mini serie di circa venti diapositive, ho chiesto agli organizzatori se potevo proiettarle a fine cena per far vedere agli amici d’oltreoceano quello che facciamo a Venezia. Il problema era che dovevo  parlare a circa 150 persone in inglese, senza aver preparato prima una bozza di discorso.

Mi sonodetto: "o la va o la spacca". Come per incanto, appena ho cominciato, il mio poverissimo inglese è scorso fluido come l’acqua, sono riuscito a catalizzare l’attenzione di tutti. Dopo circa una ventina di minuti del mio monologo, sono rimasto piacevolmente soddisfatto da una standing ovation, tutti volevano farsi foto con me ed ho raccolto anche più di qualche invito per i prossimi soggiorni in USA. Il Presidente del Mystic Seaport

Museum si è congratulato e mi ha incitato a continuare su questa strada, pregandomi di tenerci in stretto contatto. Personalmente, mi sembrava di vivere in un sogno. Targhe, riconoscimenti e guidoni come piovesse, strette di mano e complimenti da moltissimi soci.

La delegazione italiana, permettetemi, veneziana, ha sfondato negli USA, probabilmente è proprio vero che nessuno è profeta in Patria.

DA PORTLAND A MOUNT DESERT ISLAND

Ma ora veniamo al prosieguo del viaggio. Finita la festa ci siamo diretti verso nord. Prima tappa a Portland, bellissima cittadinamarinara con le caratteristiche case di legno che peraltro si  possono trovare lungo tutto il nord-est della costa americana. Vari giretti, degustazione di aragoste ed altri frutti di mare e via di nuovo verso nord, su per il Maine sino a Mount Desert Island.

Lungo tutto il tragitto, il paesaggio è a dir poco incredibile.

Boschi a perdita d’occhio e laghi grandi e piccoli caratterizzano tutta la costa, ci sono larici ed abeti di 30 metri che arrivanosino alla spiaggia, stando fermi sullo stesso posto e girandosi di  180° si ha una visuale ora dell’oceano ora del bosco (sembra di essere sul Cansiglio), che ti permette di sentire gli odori tipici del mare e della montagna.

NAVIGAZIONE SU UN ‘FRIENDSHIP SLOOP’

Lì, a Mount Desert Island, siamo scesi fino a Bar Harbor, splendida cittadina sul mare dove abbiamo noleggiato per due ore un Friendship sloop tutto per noi, una barchina di circa 27 piedi con bompresso, molto simile ai cat.

Abbiamo navigato in lungo ed in largo portando da noi la barchina, sempre sotto l’attento e vigile occhio dello skipper. Abbiamo girato in lungo ed in largo l’isola visitando posti magnifici ed un cantiere che aveva a terra una goletta in restauro dei primi del ‘900, lunga circa 35 metri.

Il cantiere produce tutt’ora barche di linee classiche in vetroresina, sloop o yawl che vanno dai 9 sino ai 30-35 metri, un sogno.

DAL MONTE CADILLAC A PORTSMOUTH

Ultima attrattiva è salire sino al monte Cadillac,alto 466 metri. Pur essendo così basso, è il monte più alto di tutta la costa nord est americana.

Il paesaggio da lì è incantevole, si spazia sull’Oceano e le isolette attorno, anche il percorso per arrivarci mostra scorci molto suggestivi.

Purtroppo è tempo di rientrare per Pia e Piero.

Noi invece
torniamo verso Boston con tappa a Portsmouth, dove sbarcarono i primi padripellegrini europei alla conquista dell’America.

Portsmouth è un’altra splendida cittadina stile marinaro che ha una parte rimasta come allora, con le case originali dell’epoca.

LE GOLETTE DA PESCA DI GLOUCESTER

Tappa successiva Gloucester, famosa ai piùper il libro ed il film "La tempesta perfetta".

Da questo tipico porto peschereccio, brulicante di uomini e mezzi tutti dediti alla pesca, partivano le golette per la pesca sui Banchi di Terranova. Pescherecci oceanici si alternano a piccole lobster che scorrazzano incessantemente dentro e fuori dal porto.

Qui siamo riusciti a noleggiare una goletta aurica di circa 30 metri (ovviamente assieme ad altre persone) che ci ha fatto trascorrere due ore di vela come si deve. Lo skipper, appena ha saputo che eravamo armatori di catboat, ci ha lasciato ai comandi, non vi dico la soddisfazione e l’emozione di portare una barca come quella con tutta la velatura a riva. Ettore ed io siamo sbarcati con un sorriso stampato in faccia che non ci è andato via sino alla sera.

DA SALEM A NEWPORT, PATRIA MONDIALE DELLA VELA

Proseguendo la nostra discesa abbiamo toccato Salem, niente di speciale, il tutto è imperniato sul rogo di quelle povere venti donne che tacciate di essere streghe hanno perso la vita, poi risultarono innocenti. E ora il pezzo forte.

Signore e signori: Newport RI, la patria mondiale della vela. Anche questa è una tipicacittadina marinara, molto carina.

Ma soprattutto tutti qui parlano di vela, dal grande manager al lustrascarpe. Ovunque si avverte l’odore della passione per la vela e la marineria.

Visitiamo le grandi ville coloniali e veleggiamo a bordo di una goletta sulla taglia di quella precedente.

Sarà perché era sabato e c’erano una o più regate, ma fuori abbiamo visto centinaia di barche rigorosamente a vela che bordeggiavano in lungo ed in largo. In rapida successione abbiamo visto anche tre 12 metri Stazza Internazionale di epoca antecedente alle nostre Azzurra ed Italia che navigavano indisturbati con equipaggi poco più che familiari, godendosi la brezza del momento.

Qui si può trovare di tutto, dalla piccola deriva alla nave lunga 50 metri.

RIENTRO A BOSTON

Purtroppo è giunta l’ora di rientrare a Boston dove siamo stati ospitati nuovamente a casa di Morgan e Rita.

Una piccola gita per vedere la Constitution, una nave che ha combattuto contro Nelson, sfortuna nera non era giorno di visita. Queste navi erano veloci e costruite con un fasciamemolto spesso.

Durante i primi scontri a fuoco con i francesi, vennero infatti da questisoprannominate le navi di acciaio, ancorché all’epoca esistesse solo il legno per realizzarle.

Bene, questo è tutto, non resta altro che il piacevole ricordo di una fantastica vacanza in compagnia di fantastici amici. Speriamo di incontrare, in futuro, lo stesso successo anche qui in Italia.