Raduno 2008

Raduno 2008

PDFStampa
Relazione raduno 2008

Anche quest’anno si è tenuto il Raduno di barche d’epoca, classiche ed autocostruite organizzato da I Venturieri. In centro a Chioggia, non la’ fuori mano lungo le banchine del parcheggio dell’isola dell’Unione, ma nella prestigiosa cornice del salotto della città: Piazza Vigo. Qui, grazie alla collaborazione delle autorità comunali e di chi, per i giorni della festa, ha rinunciato ad utilizzare le banchine in concessione, è stato possibile ormeggiare le barche convenute. E’ stata una festa che ha coinvolto sia la curiosità di chi passava per caso, sia l’interesse degli esperti del settore nautico. Non voglio descrivere le caratteristiche e la storia delle trenta barche presenti; la piu’ antica era una scialuppa della nave Belem, costruita negli ultimi decenni del 1800, la piu’ giovane aveva pochi anni, autocostruita sulle montagne del bellunese; la piu’ grande, la “ Grand Bleu” di oltre 23 metri fuori tutto”; “Ancora” la piu’ piccola, meno di 5 metri, ospitava un equipaggio di quattro marinai: mamma, babbo e i due ragazzi.

Mi riprometto di raccogliere la storia di tutte queste imbarcazioni, e per fare ciò chiedo sin d’ora che gli armatori mi comunichino tutte le notizie ed i dati in loro possesso. Avremo cosi una raccolta analitica che ci aiuterà a conoscere non solo l’evolversi della progettazione, ma i materiali della costruzione, il divenire dell’armo e la storia degli armatori che le hanno possedute. Questo sarà senz’altro interessante, ma non indispensabile. Bastava infatti camminare lentamente lungo la banchina ed osservare gli scafi. Non occorre esser tecnici del settore, anzi il fascino che quelle barche emanano, colpisce l’interesse e la fantasia di tutti. Ogni barca ha la sua storia e la racconta. Qualcuna ci parla di lussi passati, altre fanno immaginare lunghe navigazioni, altre ancora raccontano di lunghe ore di costruzione amatoriale... sono barche “venturiere” che hanno qualcosa da comunicare, come i loro proprietari, sempre felici di rispondere alle domande dei curiosi.

Domenica mattina la colorata e variegata flotta ha sfilato lungo i canali che collegano Chioggia con Sottomarina. Era previsto il ritorno alle banchine per la stessa rotta, ma il tempo favorevole e il mezzogiorno passato, hanno indotto I Venturieri – che notoriamente non si fanno condizionare dalle regole - a cambiare programma. Invece di tornare per i canali ingombri di pescherecci, ci siamo diretti in un canale laterale dopo Caroman, dove -ormeggiati a gruppi di tre o quattro barche abbiamo dato vita ad una festa improvvisata con vino fresco e zuppa di peoci, bagni di sole ed …….in laguna! Questi momenti sono molto piacevoli: ci si sente amici ed in sintonia, anche se con i nostri compagni ci siamo appena conosciuti. Al ritorno in banchina ci attendeva il gruppo di danza e musica popolare Nanabò, che ha proposto musiche e danze popolari fino a tarda sera, coinvolgendo anche i turisti presenti. Anche loro, come I Venturieri, cercano di salvare e far conoscere quello che in un recente passato era molto diffuso e di cui ora rimangono solo tracce; se non ci preoccupiamo di salvarle andranno definitivamente perse. Fanno con le danze quello che I Venturieri fanno con le barche. Riproporre danze e musiche tradizionali al giorno d’oggi, in cui i massmedia impongono modelli anonimi e di dubbia qualità, è oltre che un momento di incontro e divertimento collettivo, un modo per avvicinarsi in senso ampio alle proprie radici.

Il repertorio spaziava dal Veneto alle Valli Occitane alla Bretagna, alla Grecia. La sera successiva quasi invocando la par condicio, vi è stata la cena sociale al Grand Hotel “ Le Baruffe chiozzotte”. Eravamo un’ottantina, Venturieri ed ospiti importanti del Comune, della Provincia, della Capitaneria, e delle associazioni locali, che con la loro presenza ci hanno dato un incitamento nel continuare nella nostra attività. E’ stata una piacevole serata, dove abbiamo apprezzato oltre i piatti a base di pesce (dicono che Chioggia abbia il mercato ittico più importante dell’Adriatico), anche le canzoni della cantante del complesso “Le galere di Fiandra e di Siria”, che ripercorrendo idealmente la rotta delle navi veneziane che si dirigevano verso occidente, si è esibita in brani popolari della costa spagnola, bretone, irlandese; mentre per ricordare i luoghi toccati dalle rotte verso levante, ha cantato brani albanesi, greci, turchi.

galleria fotografica