Il Salone Nautico

Il Salone Nautico

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Il Salone nautico di Venezia visto da " I Venturieri"

 Non si può dire che il tempo (nel senso del tempo meteorologico) sia clemente con il Salone della Nautica di Venezia. Noi Venturieri, che abbiamo partecipato alle ultime quattro edizioni, ricordiamo barche coperte di neve, notti insonni a lottare per non urtare le banchine nei colpi di bora, gazebo riscaldati alla bellemeglio per far indurire le colle del nostro piccolo cabinato costruito l’anno scorso a tempo di record, durante lo svolgimento del Salone. Anche quest’anno il sole è mancato quasi sempre, e del resto non ci si può apettare troppo a metà marzo alla latitudine di Venezia. Per questa edizione non era prevista l’apertura al pubblico dell’Arsenale; siamo stati invitati quindi a ormeggiare alla Stazione Marittima. Il primo sabato le banchine erano semivuote, a causa della bora che aveva soffiato i giorni precedenti. Alcuni maligni l’hanno fatto notare, e si sono chiesti se le barche moderne sono così inaffidabili da non poter affrontare mare mosso e NE forza 7. Ma anche nei giorni successivi la nostra goletta Grand Bleu, con le sue linee slanciate, ed il gran pavese a riva, spiccava tra gli scafi tutti bianchi delle moderne barche in vetroresina. Tutte di medie dimensioni (oggi per medie intendiamo 40 piedi) con le prue perpendicolari, l’opera morta importante e grandi pozzetti, resi possibili da poppe che son larghe un terzo o più della lunghezza dell’imbarcazione e, con massimo disprezzo per la sicurezza sia del prevenire cadute di uomo a mare che di imbarcare qualche ondata più cattiva, completamente sfondate, aperte a poppa, con grandi panche laterali, solitamente con due ruote del timone. Probabilmente studiate da qualche ricerca di mercato che attesta che le barche vengono aquistate dalle mogli che le considerano come un camper, che deve esser comodo ed attrezzato di tv, frigorifero, microonde e tanti bagni quante sono le cabine.

Ma non vorrei cadere nella solita polemica se son meglio le barche classiche o le moderne: per il semplice fatto che di classiche non ce n’erano, evidentemente son meglio i “plasticoni”. Nel bacino erano presenti in forze mezzi della Guardia di Finanza, che promettono di controllare più le coste che i portafogli dei diportisti e, in banchina, mezzi e tende dei Lagunari, giovani che credono nella nostra Patria e ci onorano con le pericolose missioni all’estero. Anche noi Venturieri ci siamo organizzati con turni che si sono susseguiti per tutta la settimana, in modo che i visitatori interessati, ed erano una gran parte, avessero precise risposte alle loro domande sull’attività della nostra Associazione. Alcuni erano incuriosti dalle manovre o dagli interni particolarmente caldi e “marini” del Grand Bleu, altri ai programmi di navigazione in laguna e alle settimane estive, altri ancora al prossimo Raduno che stiamo organizzando a Chioggia dal 31 maggio al 2 giugno, giorni in cui si ritroveranno barche d’epoca, classiche ed autocostruite. Non sarà un “opera morta” di scafi ormeggiati in banchina, ma le barche prenderanno parte a sfilate, giochi marinareschi e sfide che verranno improvvisate tra gli armatori che le vogliano lanciare, una novità per ora solo già attuata nei raduni di barche classiche di Viareggio ed Imperia. Non è possibile infatti far gareggiare tra di loro alla pari degli scafi dalle caratteristche così diverse: sono state cercate formule di compensi o handicap, ma senza successo; e poi non tutti gli equipaggi hanno il sacro demone della regata, e gli armatori sono consci dell’età dei loro legni, per cui non tutti voglioni rischiare le vele o gli alberi, se il vento rinfresca. Saranno ben viste sfide tra due o piu’ barche su percorsi e con regole che verranno fissate al momento, e naturalmente con premi di qualsiasi natura, ma non in denaro, messi in palio dagli stessi armatori gareggianti. Purtroppo al Salone di Venezia la sfilata prevista, che doveva partire dal Lido per giungere alla Marittima, è stata annullata dalla Capitaneria di Porto di Venezia, ma ci siamo consolati col fritto con polenta offerto dal Porto di Chioggia.

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