Visita al Cantiere di Agostino Amadi

Visita al Cantiere di Agostino Amadi

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Sabato 13 Marzo abbiamo effettuato una visita al cantiere di Agostino Amadi che sull’isola di Burano costruisce barche tradizionali della laguna, alcune ancora in legno, come ci aveva illustrato con entusiasmo durante il Seminario sulle barche tradizionali in occasione dello scorso Raduno dei Venturieri a Chioggia. Dopo le giornate di tempo inclemente (neve, acqua alta e soprattutto bora!) dei giorni precedenti, nulla faceva sperare in una splendida giornata primaverile per la visita al cantiere e all’isola di Burano; con la sua architettura lagunare e i suoi colori caratteristici, rimane uno dei luoghi più belli della Laguna di Venezia, soprattutto in questa stagione, senza le usuali folle di turisti. All’appuntamento di sabato mattina sono arrivati molti Venturieri accompagnati anche da amici e simpatizzanti: chi in barca, chi con le motonavi da Venezia, Mestre o TrePorti. Il Grand Bleu di Marco Pozzi era partito al completo venerdì pomeriggio da Chioggia (dopo una capatina al mercato del pesce per arricchire la cambusa) e, in attesa che calasse il freddo vento in prua, è stato per la notte alla fonda sotto l’isola di Poveglia (…grande zuppa di pesce per la sera….). La mattina ha proseguito per Burano in una fitta nebbia che si è diradata in vista di Burano, immersa nella abbagliante foschia primaverile…… E’ arrivata da TrePorti anche la splendida Fraulina, con l’equipaggio al completo: ormeggiata accanto al Grand Bleu nel Cao di Rio, nei pressi del cantiere, faceva una splendida figura! Da Fusina-Malcontenta è arrivato Davide Favaretto con Chiocciola che ha potuto ormeggiare proprio di fronte al cantiere.

Anche Camilla di Paolo Perinetti era salpata da Chioggia per Burano, ma viste le condizioni meteo di venerdì pomeriggio che facevano temere un ritardo per il rientro a Chioggia dell’indomani, la barca era poi rientrata alla base, perché Paolo aveva degli impegni la sera successiva. Agostino Amadi ha incominciato con l’illustrarci le caratteristiche e le innovazioni delle attuali barche da lavoro ( mototopi), con scafo in vetroresina, che costruisce ormai in modo preponderante la produzione del cantiere, rispetto alle imbarcazioni tradizionali in legno, usate per la voga, la pesca e il diporto in laguna. Ha sottolineato come le dimensioni e le caratteristiche geometriche degli scafi vanno adattandosi continuamente alle nuove normative di traffico nei canali di Venezia, alle capacità di carico degli autocarri (trasbordo di merci) e alla riduzione dell’inquinamento (sono in fase di sperimentazione nuovi motori ibridi….). Al piano superiore del cantiere ci ha mostrato una splendida barca da voga in compensato marino e struttura in larice, dalla caratteristica forma asimmetrica e fondo piatto, in fase di finitura. Ovviamente ci sono state domande specifiche dei presenti auto-costruttori sulle stratigrafie e i tempi di indurimento delle vernici.

L’attenzione degli appassionati è stata calamitata su un’imbarcazione simile da voga (sandolo “mascareta”) in fase di restauro, realizzata in tavole di legno massello tradizionale, …. un vero gioiello da conservare, tra gli ormai pochi sopravvissuti. Nell’estensione del cantiere sul lato opposto del vicolo (forse la parte più antica del cantiere) era in avanzato stato di costruzione una Sampierota, in legno e compensato marino, della quale abbiamo potuto ammirare la splendida fattura del ponte di prua a generatrice conica, che risolve elegantemente l’esigenza di aumentare il bolzone in corrispondenza della mastra dell’albero. Le linee della barca sono molto particolari (fianchi più alti ecc.) per le peculiari esigenze dell’armatore. Agostino Amadi ci ha poi mostrato la parte più “segreta” del cantiere: il suo studio dove, con della bella musica in sottofondo, passa alcune serate a disegnare le sue barche, ancora con i listelli flessibili e i pesi in piombo, nel modo tradizionale, ……. che sta per essere soppiantato dal disegno computerizzato. Sul tavolo da disegno, le linee d’acqua di una nuova barca……….

La data sul disegno: 10 marzo, solo tre giorni prima…… Nella stanza tanti oggetti e ricordi di una lunga carriera nel mondo della nautica lagunare, che ha dato ad Agostino tante soddisfazioni e la possibilità di partecipare in prima persona alle grandi trasformazioni (nei materiali, linee, forme, sistemi produttivi ecc.) che la nautica ha avuto nel giro di una generazione. Dopo la visita al cantiere ci si è incamminati lungo le Fondamenta Ponticello verso la spina centrale di Burano, dove nel ristorante consigliato da Amadi, intorno ad una tavolata imbandita, abbiamo calmato la fame con i piatti tipici dell’isola, e le solite libagioni dei Venturieri. Alla tavolata hanno partecipato grandi, vecchi, e piccini…. tutti con lo stesso entusiasmo. Fraulina è poi salpata per TrePorti in un pomeriggio splendido dalla luce magica……. Grand Bleu si è poi trasferita presso la vicina isola di Torcello, per una notte magica nel silenzio della laguna, prima di ripartire per Chioggia riattraversando la laguna. Gli altri convenuti sono rientrati a Venezia o in terraferma con le motonavi, piene di turisti e di veneziani fuoriporta per la prima giornata di primavera. Arrivederci alla prossima occasione….!