Gita Culturale in Istria

Gita Culturale in Istria

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Gita Culturale in Istria 24-25 Marzo 2012

(guarda le foto)

Il 24 e il 25 marzo un gruppo di noi Venturieri  è andato in gita a Monfalcone, Pirano e Rovigno.Era tanto che si cercava di organizzare questo breve viaggio ma “ difficoltà quasi insormontabili” hanno messo a dura prova l’organizzazione, ma dato che il nostro Consiglio Direttivo è  duro e tenace e non molla 16 baldi Venturieri  si sono dati appuntamento a Mestre  per imbarcarsi in 4 automobili e partire per la prima tappa del nostro viaggio.  Siamo arrivati puntualissimi al Cantiere Alto Adriatico di Monfalcone dove Leonardo Bortolami ci aspettava per farci da guida. O meglio ha fatto da guida a tutti gli altri, perché io ho girato sui pontili in cerca di belle barche da invitare al nostro ottavo raduno di giugno.  Ne ho individuate tre, tra cui “Grace” una bella barca degli anni venti restaurata proprio dal Cantiere A A.

Speriamo davvero che venga. 

Nel primo pomeriggio siamo ripartiti con destinazione Pirano dove ci siamo incontrati con Vinko Oblak, amico “di barca” organizzatore del raduno di Pirano cui noi Venturieri partecipiamo numerosi.La cittadina ha incantato chi non c’era mai stato prima ed è stato un piacevole ritrovarsi per chi la conosceva già.Il museo del mare, scopo della nostra sosta a Pirano, spazia dalla raccolta archeologica sulle vie di comunicazione  marittime e commerciali fin dalla preistoria  al procedimento di estrazione e lavorazione del sale, dalla storia  della pesca e più in generale della marineria fino alla 2° guerra mondiale  ad una bellissima serie di ship portraits.Notevole è anche la sede stessa del museo; un bellissimo palazzo stile liberty con soffitti affrescati e una bella vista sul porto.A Pirano stanno recuperando a museo di attività marinaresche e cantieristiche  anche i vecchi magazzini del sale di cui uno già visitabile.Poiché avevamo appuntamento a Rovigno per ora di cena la visita a Pirano è finita al tramonto con una (almeno per me) faticosa risalita al parcheggio.  Marino  Budicin, il nostro ospite, vecchia conoscenza ed organizzatore del raduno della sua Rovigno,  ci aveva prenotato le camere nell’albergo più centrale della città e la cena in uno “spacio”  che altro non è che un vecchio magazzino (nel Veneto lo chiameremmo “magasin o frasca”) in cui i proprietari un tempo vendevano vino e prodotti alimentari vari e dove ci si fermava poi a chiacchierare e mangiare.  Pare che questo “spacio”  sia l’ultimo rimasto,  nella sua struttura originale,  in tutta la città. Siamo stati accolti da una vera delegazione di Italiani d’Istria con tanto di cantante e di musico con in testa Marino Budicin, che essendo anche Vice Sindaco della città voleva porgere il benvenuto ufficiale al nostro Presidente che però era stato dato per “disperso” insieme a Carlo Buttazzoni.Dato che Carlo B. non era partito con noi ma ci aveva raggiunti in un secondo tempo, ed era in macchina da solo, Massimo a Pirano è salito con lui per fargli compagnia e provare la Mercedes nera.Volendo percorrere la strada statale, alla prima rotonda si sono staccati dal gruppo.Purtroppo però ognuno dei due confidava che l’altro conoscesse il tragitto o che ci vedesse  tanto bene  da poter leggere le indicazioni stradali  anche senza occhiali, che entrambi avevano lasciato altrove (questi giovanotti !) Quando poi i “dispersi” sono finalmente arrivati è potuta cominciare la festa  con canti, risate e parecchio vino.Finita la cena tutti in libertà ed ognuno si è regolato secondo il suo carattere, la sua indole e a quanto aveva bevuto. La domenica mattina Marino ci ha accompagnati a spasso per la città raccontandoci tratti di storia e  facendoci notare tante particolarità architettoniche, come ad esempio parte delle antiche mura inglobate nelle abitazioni e su per la collina su cui si sviluppa Rovigno con le sue stradine ripide e scalinate che portano alla chiesa di S. Eufemia dal cui piazzale si gode un bellissimo panorama  Siamo poi andati alla Casa della Batana l’ecomuseo che ha il pregio di aver conservato ed esaltato questa relativamente piccola imbarcazione (dai 3,50 agli 8,50m) che per i rovignesi è tutt’ora  vita  e gioia di andar per mare e che a lungo ha rappresentato l’imbarcazione per la piccola pesca a conduzione famigliare.E’ una barca “povera” a fondo piatto, con armo a vela latina, con prua e poppa appuntite in modo simmetrico: la prua affilata per fendere  l’acqua,  la poppa con un piccolissimo specchio trapezoidale per reggere il timone;  pare che il suo nome tradizionalmente  risalga al verbo italiano battere, dal rumore che il fondo piatto produce contro le onde.Il museo ha inoltre adottato un bel sistema di censimento delle batane ancora naviganti e cioè esporre in una grande bacheca  le foto che ciascun proprietario orgogliosamente invia con le caratteristiche della propria barca. Il clou della mattinata è stato, però, il Centro di Ricerche Storiche  cui Budicin tiene moltissimo e di cui è ricercatore e dirigente. Il Centro è un’istituzione della Comunità Nazionale Italiana che da oltre 40 anni lavora nel campo della ricerca storica e per noi è stato un piacevole tour tra le varie sale. L’edificio che lo ospita, su tre piani, è di quasi 1000 mq tra esposizione ed uffici. Ha una biblioteca di oltre 100.000 volumi di cui una buona parte sulla storia regionale.Dagli anni novanta è diventata Biblioteca del Consiglio d’Europa e gode tutt’ora di finanziamenti (a quanto pare ben destinati) dello Stato Italiano.Ha inoltre una vasta collezione di bellissime carte geografiche, topografiche, militari e stampe che, visto il poco tempo a disposizione, abbiamo solo adocchiato.Il centro, culturalmente molto attivo,  vuole  essere un punto di riferimento e di tutela dell’identità Italiana della popolazione che lì vive. E con questo è finita la nostra visita con grandi ringraziamenti e scambio di promesse di rivederci, che tutti speriamo non restino tali. Dopo pranzo in uno dei pochi locali aperti, visto che siamo in bassa stagione, siamo saliti in macchina e partiti verso casa, con un bilancio  più che positivo per le cose viste e l’affiatamento dei partecipanti.   L’organizzazione è filata liscia, il tempo è stato bello, ci siamo divertiti ed è costato il giusto. Avendo solo due giorni a disposizione non si poteva fare diversamente,  però è vero quello che diceva GianMarco Borea :  in una città di mare  ci si deve arrivare dal mare;   arrivarci in macchina è come entrare in casa dalla porta di servizio. E attenti Venturieri !!! Già dal prossimo ritrovarsi del 28 aprile in laguna vi aspettiamo numerosi con le vostre barche ma anche come ospiti. 

                                                                                   Lori Perinetti Casoni