Diario di bordo Magic 2°p

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Da La Valletta a Mazara del Vallo

Alle 12 in punto arriva il taxi che accompagnerà Francesco in albergo, noi siamo pronti a mollare gli ormeggi, il ragazzo del marina ci ha intimato di lasciare la banchina entro le 12.05 ! Eseguiamo con precisione e in pochi minuti siamo fuori dal porto.

Mettiamo subito vela, come sempre si parte bene, le brezze vicino a terra non mancano quasi mai, il problema è che in mare aperto non c’è vento, e succede anche questa volta… dopo un paio d’ore dobbiamo chiedere aiuto al Leoncino che riposava tranquillo in sala macchine (Leoncino è il nostro motore, un glorioso OM che digerisce tutto). Si naviga a motore, i soliti 5-6 Kn…
Riusciamo a contattare con il VHF Alberto che sta arrivando a Mazara del Vallo, si sente benissimo nonostante le oltre 50M che ci separano. Decidiamo anche noi di fermarci a Mazara, sembra che nei prossimi giorni ci sarà maestrale sostenuto, nella rotta per Cagliari arriva giusto sul naso e non ci sembra il caso… Ceniamo con le orate che abbiamo conservato in congelatore (quelle avanzate dall’Albania), Lilly le fa al forno con pomodorini e patate, veramente squisite!

La notte passa a motore, e non è una  notte facile!

Alle 4 sono di guardia in pozzetto, sto per cambiare il turno con Max, filiamo 6Kn a motore quando per puro caso,  butto l’occhio sull’ecoscandaglio, la profondità è di 70m ma, proprio in quel momento inizia a decrescere molto rapidamente, in pochi secondi passa da 70 a 8M!! Metto macchina indietro, tolgo l’autopilota e accosto di 90 gradi verso il largo. L’eco segnala valori altalenanti, 15, 8, 7, 40 poi si ristabilizza a 70m. Siamo 15M al largo e la carta non da traccia di bassi fondali, non so cosa è stato, forse pesci o oggetti sommersi, comunque mi sono preso uno spavento non indifferente…. Riprendiamo la rotta e vado a dormire.

Alle 6 sono di nuovo sveglio, albeggia, noto che la temperatura motore si è alzata di circa 5 gradi, lo scarico fuma più del solito, vado a fare un controllo in sala macchine e, attraverso il coperchio trasparente del filtro, vedo che l’acqua di raffreddamento passa a fatica. Spengo il motore e apro il filtro, il cestello è completamente intasato dalla mucillagine, era stato pulito il giorno prima!  Rapida pulizia, rimonto tutto e la temperatura si ristabilizza al valore normale.

Ho montato due termometri digitali che rilevano la temperatura dello  scarico e quella dell’olio, sono molto utili, osservando le piccole variazioni di temperatura, si capisce se ci sono anomalie prima che possano succedere guai seri. Normalmente la temperatura dello scarico si stabilizza a 80oC con il motore a 1200 giri, abassando di 50 giri la temperatura resta a 78oC, una variazione di 2 gradi un più è un segnale di allarme.
Verso le 9 del mattino si alza una brezza da N, mettiamo subito vela e procediamo di bolina stretta a 6-7Kn. Facciamo l’ultimo tratto a bordi con il vento che aumenta e una mano di terzaroli alla randa.
Alle 17.30 entriamo in porto, ci accolgono nei pontili della LNI, vento al traverso, spazio ridottissimo per trappe lunghe e scogli pochi metri sottovento, senza indugio decido di entrare di prua. Alla Lega la prima notte e gratis, le successive 90Eu!! Ci fermiamo 2 giorni e riusciamo a trattare per 80Eu. Alberto è ormeggiato vicino a noi, ha problemi con la luce di TA, vado a bordo armato di tester, sembra che ci sia un filo interrotto, ne utilizzo un altro e riesco a risolvere il problema. Già che ci sono mi dedico anche al MAGIC, rabbocco olio, ri-pulizia filtro acqua, svuotamento sentine, controllo livello scambiatore, revisione della pompa di sentina motore che scaricava poco. Trovo anche una fascetta allentata nel tubo di mandata del gasolio, la raddoppio e stringo bene tutto, ora è ok. E’ importante controllare spesso la sala macchine, mi da un po’ di angoscia… ma spesso trovo qualche problemino.

Da Mazara del Vallo a Favignana “Cala rotonda”

Già che partiamo da qui, decidiamo di fare una puntata a Favignana, partenza il 21 agosto alle 8. Il vento fa girare allegramente il nostro generatore eolico, è subito vela, randa e Yankee, vento da N quasi sul naso, apparente attorno ai 23Kn, onda formata. Dobbiamo fare un sacco di bordi ma piano piano arriviamo a Favignana che dista una ventina di miglia, decidiamo di ancorare a Cala rotonda, ci sono 3 barche e qualche barchino a motore, diamo ancora più o meno al centro della baia, fondo di sabbia e alghe, la Rocna prende subito su un fondale di 10m. Bel posto, è un porto naturale con pareti di tufo tutte intorno e acqua trasparente. Poco dopo arriva Alberto del Dream Catcher, da ancora vicino a noi. Notte tranquilla con un po’ di onda che ci fa rollare.

Da Cala Rotonda a Cagliari

Partiamo verso le le 6, alberto rimane in rada, deve sbarcare 2 ospiti e partirà il giorno dopo. Fuori dalla baia ci sono una quindicina di nodi da NW, di bolina larga facciamo subito 7-8Kn, con le solite vele per questo vento, randa, trinchetta e yankee. Prendiamo una mano alla randa quando il vento rinforza sui 20KN. Dura poco, presto il vento cala e siamo costretti ad accendere il motore, non c’è verso… anche questa traversata si trasforma in una smotorata piuttosto antipatica. Bella la notte, stelle in quantità e luna splendente, a E e SE lampeggia parecchio, ma da quella parte i temporali non arrivano qui e sono abbastanza tranquillo. Siamo in 3 e i turni prevedono una sola ora di riposo, un massacro…

Lilly si diverte con la radio SSB, invia la posizione e scarica un GRIB meteo, il sistema Winmor funziona molto bene, è veloce e le stazioni per collegarsi non mancano quasi mai. Quando arriva il file grib (pochi minuti dopo la richiesta), basta cliccarci sopra e il MAX SEA lo attiva automaticamente, sovrapponendo le frecce del vento alla carta visualizzata, inoltre è possibile simulare la navigazione futura, osservando la direzione e intensità del vento nella posizione che avrà la barca.

Io, durante i miei turni, ascolto il motore, guardo l’orizzonte, penso a mille cose, ma il pensiero ricorrente è sempre quello…. “Quando finirà stò c***o di turno??”

Alle 5.30 albeggia, si vede terra. Verso le 9 siamo a tiro di telefonino, decidiamo di chiamare l’ormeggiatore del marina LNI per dire che arriveremo domani, infatti abbiamo deciso di passare la prossima notte in rada, vicino a Villa Simius. Verso le 15 diamo ancora nella baia di Porto Giunco, a  circa 25M a SW di Cagliari, non male, un po’ affollata ma con acqua cristallina su un fondale di 9m. Serata a bordo, e notte ballerina.

 Da Porto Giunco a Cagliari

Salpiamo alle 9, dopo un ultimo bagnetto di Max che sparisce per almeno un’ora, ennesima smotorata. Il Dream Catcher è entrato nel golfo di Cagliari e facciamo alcune miglia di conserva. Arriviamo in darsena LNI verso le 12, l’ormeggiatore non si vede ma ci aveva detto di ficcarci nel primo buco libero, e così facciamo. Cerco un posto con il vento in poppa, è l’unico modo per ormeggiare il Magic con i 15Kn di vento che soffiano in porto, lo trovo ed entro facile. Ci sono trappe pazzesche, con quintali di cozze e altre schifezze attaccate, le puliamo con il mezzo marinaio, per fortuna la barca se ne stà tranquilla con il vento che l’allontana dalla banchina. Anche alberto ormeggia, con l’elica di prua è un’altra cosa…

Contattiamo Fabio un “fratello della costa” (anzi, sembra il Presidente di detti…) che ci ha procurato il contatto per l’ormeggio, verrà a trovarci più tardi. Ho un sacco di cose da fare in barca, controlli in sala macchine, riordinare parecchia roba, scrivere, vedere il meteo dei prossimi giorni…. Ma di tempo ne resta poco, telefonate e visite si susseguono, arriva Fabio, poi chiama Umberto, l’ex proprietario del Magic, è in zona e vuole venire a trovarci, chiama anche Piero, un amico sardo che abita a Udine, manderà a trovarci la sorella che sta a Cagliari… Così la giornata passa tra visite, telefonate e chiacchere, a metà pomeriggio arriva il titolare del posto barca dove si è messo Alberto, lo aiuto a spostarsi con qualche difficoltà… Arriva anche la barca che ha il nostro posto, per fortuna lo Skipper è gentile (a differenza dell’altro…) e ci lascia li, per ora si sposta lui nel posto accanto, speriamo non arrivi anche quello… Lilly riesce a trovare una lavanderia, prende un taxi e così va a fare anche la spesa accompagnata da Ali, riempiono il taxi di roba… siamo in 4 a trasportare il tutto a bordo, stivaggio fino alle 21.

Cena in pizzeria, dopo una giornata tosta ma passata con piacere. Domenica la passiamo in banchina, Max parte alle 5 in taxi per l’aereoporto, alle 9  ci chiama Piero, la sorella e ilcognato ci aspettano fuori dal cancello, noi dormivamo ancora… Andiamo a prenderli, ci regalano 2 cartoni di vino da parte di Piero (la modica quantità…), formaggi, pane carasau e vari dolcetti, riempiamo il frigo. Più tardi arriva Renato, il nostro nuovo ospite, è un’esperto di pesca oltre che di navigazione d’altura, inizia subito ad armare canne e lenze con l’entusiasmo di Lilly, anche Ali del Dream Catcher chiede informazioni e consigli, sembra che la pesca sia una passione anche femminile…. Nel pomeriggio altre visite tra cui Umberto, ritorna Fabio e il vicino di barca, chiacchere e preparazione della barca, domani mattina si parte.

Da Cagliari a Tueredda (capo di Malfatano)

Molliamo l’ormeggio a metà mattina, non si è fatto vivo nessuno, lasciamo la banchina della LNI con un sincero grazie per i tre giorni passati li gratis, abbiamo potuto sistemare diverse cose e adesso siamo pronti a navigazioni più lunghe e impegnative. Siamo in tre a bordo, Renato prepara le armi per la pesca, Lilly è contentissima in attesa delle prede….

Qualche ora di navigazione in parte a vela, doppiato capo Spartivento e dirigiamo a W di capo Teulada, ancoriamo nella baia di Tuaredda, come al solito bellissima, acqua cristallina e panorama da sballo.

 Da Baia Turedda a Mahon

Partiamo verso le 10, abbiamo previsto di arrivare tra 2 giorni, di mattina. Il vento è attorno ai 15-20Kn da N ma tende al NW, bolina stretta! Dopo un paio d’ore il mare è formato, ho qualche dubbio sul proseguire, bolina stretta e siamo fuori rotta, non vorrei passare la notte a prendere secchiate in pozzetto. Comunico ad Alberto l’idea, lui si affida a me, mi dice di decidere come voglio… Proseguiamo, il vento allarga un poco e riusciamo a mantenere una velocità di 5Kn cazzando tutto a ferro (randa con 2 mani e yankee). L’apparente è attorno ai 23Kn e si va. Magic è fantastico di bolina, cavalca l’onda formata senza mai battere, il pilota automatico lavora benissimo e ci godiamo questa navigazione un po’ sbandata.  Navigazione sbandata… vita sbandata… a volte queste metafore mi turbano.

Si va, il vento continua ad allargare e la velocità aumenta, 7-8Kn a metà della notte, il plotter ci da un ETA alle 20.30, siamo in anticipo di 12 ore sul previsto! Vento sempre più largo, mettiamo un ora di motore verso le 4 poi rinforza e riprendiamo alla grande, 8Kn fissi, l’ETA diminuisce. Comincio ad abituarmi a questa navigazione,  la barca va da sola su un’onda di qualche metro ma lunga e rotonda, Magic cavalca bene, il pilota corregge con calma e tutto prosegue senza bisogno di fare nulla. C’è tempo per leggere, scrivere o pensare, anche pescare naturalmente e arriva un pescione! Arriva la sera, prima un falso allarme, il mulinello parte, Renato afferra la canna ma ci dice che il pesce si è sganciato, rilancia e pochi secondi dopo la lenza parte, recupera lentamente mentre io poggio deciso con le vele cazzate, Magic rallenta e si raddrizza. E’ un tonnetto sui 3Kg, Lilly prende il raffio e nella concitazione di prendere il pesce per poco non cade in mare! Mi ha fatto prendere un colpo… mai più queste cose senza salvagente e cintura agganciata, mi tremano le mani per almeno mezzora. Un secchio per mettere il tonno ormai defunto, pulizia e sfilettatura, sangue dappertutto, ma con un paio di secchiate risolviamo. Per cena tonno con la cipolla, durerà per i prossimi tre giorni!

La mattina filiamo ancora 8Kn e sarà così per tutto il giorno, bolina larga e traverso, a mezzogiorno si vede terra. Entriamo nella baia di Mahon alle 19.30, media 7Kn, una bellissima cavalcata, diamo ancora in Cala Taulera, baia super protetta, cena con tonno e nanna.

Il mattino ci spostiamo in marina Mahon, brutta sorpresa! Vogliono ben 165 Euro, è un marina mediocre se paragonato a quelli Croati, 2 docce e 2 wc in un container, pontili di legno e colonnine che funzionano a metà, cominciamo a capire che qui è meglio stare all’ancora. La giornata passa veloce, mi toccano i soliti controlli alla barca, ho scoperto una via d’acqua dalla losca del timone, c’è anche un discreto gioco nell’asse. L’acqua entra dalla baderna lasca, dovrò smontare tutto e sistemare baderna e boccola, per fortuna si può fare in acqua perché il tutto è ben sopra il livello di galleggiamento. L’acqua entra solo in navigazione di bolina, qualche litro che si può pompare periodicamente, ci penserò a Ibiza o dopo. Passeggiata nella bellissima Mahon e cena a bordo.

Dopo varie considerazioni abbiamo rinunciato ad andare a Barcellona, si prevedono due giorni di vento da N e NW, non ci sembra il caso di affrontare 120M di bolina per passare un solo giorno a Barcellona, così gireremo le Baleari con più calma.

Nei due giorni seguenti ci fermiamo in alcune calette della costa S, sono bellissime, circondate da alte pareti di roccia, acqua azzurra, qualche villa spettacolare con prato inglese e piscina domina dall’alto le scogliere a picco sul mare.
Martedì prenotiamo un boa nella baia di Cabrera, parco naturale delle Baleari, sono 42 Euro, si può fare. L’isola è bellissima, un castello che sembra il prolungamento di un pinnacolo di roccia, domina la baia, sembra di essere in un film.

Partiamo di sera per trasferirci a Ibiza, l’alternativa era di pagare altri 42 Euro per la boa a Dragonera, ci sembra troppo così alle 18 salpiamo l’ancora. Il vento è prevalentemente da E, con mare formato e onde di un paio di metri, andiamo bene con randa piena e trinchetta, mettiamo una ritenuta al boma, ma quando il vento gira quasi in fil di ruota la randa tende a sgonfiarsi sull’onda e riprende vento con un botto notevole, l’attacco della scotta è su un golfare sotto il boma, così la trozza subisce una torsione che mi preoccupa. Devo modificare l’attacco della scotta, pensavo ad uno stroppo di kevlar da mettere attorno al boma (veramente l’avevo già preparato…) ma ho paura che si tagli o che scorra verso l’albero… vedremo.

Il pilota automatico lavora bene anche con vento e mare in poppa, le batterie del banco a 12V sembrano reggere, di notte vengono ricaricate solo dal generatore eolico, ma sembra basti per tutto (pilota, luci, computer), il frigo e le pompe sono nel circuito a 24V e consumano l’energia del banco servizi che viene ricaricato solo di giorno dal pannello solare. Tutto sommato sembra che i calcoli dei consumi siano esatti, tutto regge anche dopo una notte di navigazione a vela.

Filliamo 7-8 Kn per tutta la notte, ci teniamo larghi dalla costa per andare al giardinetto, abbattiamo poco sopra Formentera e risaliamo verso la punta NE di Ibiza.  Altre due abbattute ed entriamo in un baione assiame a un buon mezzo metro d’onda! La stanchezza ha il sopravvento e diamo ancora per dormire un paio d’ore, verso le nove ne ho abbastanza, aiutato da Lilly, salpo e dirigo dietro l’isoletta di Tagomago, meglio! dormiamo ancora un po’!

 Da Ibiza e Cartagena

Passiamo un paio di giorni nelle cale della costa W, sono tutte bellissime, come al solito, poi ci trasferiamo a Puerto S. Antonio, un bel marina, accogliente ed economico, paghiamo per due notti e una è in omaggio. Approfittiamo per fare pulizie e manutenzione alla barca. In particolare decido di smontare il settore del timone per sistemare la losca, purtroppo, nonostante tutti gli sforzi, la ghiera che fa da pressatrecce ed è avvitata sopra la boccola non si svita. Giusto per fare qualcosa, visto che ho già smontato tutto, avvolgo un lungo legnolo di dynema, ben ingrassato, tra la boccola e la ghiera (c’è uno spazio di 2mm), dovrebbe aderire all’asse e fare un po’ di tenuta. Approfitto per ingrassare bene i rinvii dei cavi di comando e richiudo il tutto.

Rimaniamo tre giorni in marina, venerdì sera si  imbarca Caludio, rimarrà con noi fino a Gibilterra e poi tornerà a Capoverde per fare la traversata.

Renato sbarca, si imbarcherà nuovamente a Grenada, è stato veramente grande, un marinaio perfetto, ci ha insegnato a pescare e ci ha raccontato un mucchio di annedoti e notizie sulle sue lunghe navigazioni.  Siamo contenti di poterlo rivedere e averlo ancora con noi a bordo ai Caraibi, a presto Renato e grazie di tutto!

Passiamo una sera a Puerto S. Antonio, è una retrovia di Ibiza, un posto meramente turistico, nulla di interessante a parte l’abbigliamento dei giovani che passeggiano tra i tavoli dei locali.  Musica a palla in ogni dove… Ritorniamo volentieri a bordo.

Martedì mattina partiamo per Cartagena, abbiamo deciso di fare questa tappa nella rotta per Melilla per due motivi: il tempo non sarà buono per il passaggio di un fronte, inoltre vorrei incontrare Alberto che farà scalo li. In realtà facciamo un altro scalo in baia e spostiamo la partenza a mercoledì.

Salpiamo verso le 10, vento variabile e debole fino a 10M dall’isola, mettiamo motore. Poi rinforza, da N come previsto, ci sono inizialmente 10-12Kn in poppa, rimaniamo con vela e motore fino a quando rinforza ancora. Assieme a Claudio, ho predisposto una lunga ritenuta per tenere il boma ben aperto e bloccato, fa via su un bozzello a proravia dell’albero e si cazza con un winch di drizza. Per collegarla abbiamo montato, attorno al boma, un loop di kevlar che avevo preparato tempo fa. Il vento rinforza, spegniamo il motore e schizziamo a 8-9Kn in aumento, siamo al giardinetto mure a dritta, con randa piena, yankee e trinchetta, il boma ben bloccato, sembra funzionare bene.  Un fronte temporalesco si forma a poppa, vediamo 3 trombe d’aria a circa 8M, scendono oscillando come serpenti e sollevano una nube d’acqua che si vede a questa distanza. Misuro la distanza con il radar, le nubi dense si vedono benissimo e posso seguirne la rotta e calcolare la velocità relativa, facendo un rilevamento di distanza ogni 6 minuti (come insegnavo ai miei allievi…). Altri nuvoloni ci sfilano a W, passano in fila a 5-6 miglia, con rotta parallela e contraria alla nostra, li vedo tutti nel radar. Probabilmente siamo al limite di un’isobara di alta pressione che ci copre… fortunatamente! Il vento aumenta fino a 20Kn con rinforzi a 25, anche il mare aumenta e filiamo velocissimi, mediamente sui 10Kn con punte di 12 quando scendiamo dall’onda. Il rollio è contenuto grazie alla pressione del vento e alla randa che stabilizza l’andatura. Verso sera il vento aumenta ancora, siamo sempre sopra i 10Kn, decido di ridurre per la notte. Prendo due mani alla randa e avvolgo ¼ di fiocco, la velocità cala di un 1Kn e il rollio si accentua. All’imbrunire decidiamo di ammainare la randa, mentre eseguiamo la manovra, la lenza parte, Lilly corre ma la barca è troppo veloce, il pescione (era grosso) si sgancia… Peccato!   Rimaniamo sui 7-8 Kn, il pilota automatico lavora meglio grazie al fatto che, senza randa, la barca non tende a staorzare, la navigazione si fa più tranquilla.  La notte passa, sempre con molto mare, ci portiamo sottocosta ma l’onda rimane di un paio di metri, a tratti mettiamo yankee e fiocco a farfalla, il pilota automatico lavora bene e regge l’andatura senza lavorare per lunghi tratti, a volte la trinchetta va a collo, ma si risistema da sola. Le ultime miglia sono un po’ sofferte, l’onda rimane al giardinetto e il vento cala un poco, senza randa si rolla molto e Claudio ne fa le spese… Entriamo a Cartagena verso le 8, ormeggio nel Cataghena Regata Royal Club, ormeggiamo all’inglese nella prima banchina libera e andiamo a dormire. Pochi minuti e sento bussare, sono due poliziotti, vogliono vedere i nostri documenti, sono gentili, compilano una specie di crew list e rimaniamo a chiacchierare un poco. Torno a dormire, non passano dieci minuti che sento bussare ancora, è il guardiano del marina che ci chiede quanto ci fermeremo, per fortuna ci lascia ormeggiati sul posto, passerò più tardi in ufficio per le formalità. Adesso però dormo…

Cartaghena è una bella città, vivace e storica, molto diversa da Porto S. Antonio e Ibiza, una città vera dove ti senti finalmente in Spagna. Nei due marina in fondo al porto, si vedono numerose barche attrezzate per l’oceano, alcune perfette, lucide, ultra accessoriate e probabilmente ultracostose, altre essenziali e vecchiotte, non sono tutte uguali come i plasticoni delle nostre darsene, ma tutte hanno un grande fascino e meritano un attento sguardo per osservare attrezzature e soluzioni interessanti.

La sera troviamo un baretto in centro, viene con noi anche Alberto con il suo equipaggio, vino e tapas fino alle 23, poi dolcetto a bordo del Magic, è il compleanno di Ali…

Venerdì consuete pulizie e lavoretti a bordo, dovremmo lasciare il marina entro mezzanotte, ma partiremo sabato alle 5, non credo che ci saranno problemi… Nel pomeriggio si presenta in banchina il signor Mario, è un emigrato italiano (friulano, del Canal del Ferro, ci tiene a precisare) che vive vicino a Bilbao ed è qui, data l’età avanzata, per il clima asciutto e caldo. Lo invitiamo a bordo, davanti ad una buona bottiglia di Cannonau (abbiamo finito il Merlot…), ci parla della sua vita. E una persona colta e interessante, lo ascoltiamo volentieri e ci scambiamo gli indirizzi e-mail, sta cercando un dizionario di friulano….

 14 settembre 2012 Da Cartagena a Melilla

Alle 5, come previsto, molliamo l’ormeggio del Real di Cartagena, alla fine è costato veramente poco, abbiamo passato 2 giorni e 2 notti per 60 Eu, non male. Fuori c’è un po’ d’onda da NE e il vento, dalla stessa direzione, è di una decina di Kn, dobbiamo percorrere circa 160M fino a Melilla, enclave spagnola nella costa del Marocco. Un paio d’ore di motore e poi rinforza, al giardinetto con la solita velatura (randa, yankee e trinchetta) partiamo a 7-8Kn, rotta SW. La navigazione è piacevole, l’onda rimane sul metro e Magic è stabile e veloce, passiamo la giornata a leggere e riposare.  Le nuvole basse e scure che, fin dall’alba, apparivano verso la costa africana, si dissolvono parzialmente, navighiamo sotto una porzione di cielo sereno, tutto intorno è grigio. Spesso i delfini vengono a farci visita, di solito sono Stenelle, più piccoli dei Tursiopi che eravamo abituati a vedere in Adriatico. Le Stenelle sono molto socievoli, appena ci vedono arrivano sottobordo e ci seguono con salti ed evoluzioni anche per un’ora.  La sera arriva veloce, ceniamo (Lilly prepara sempre cose buonissime, questa sera pollo al limone e vino bianco) e organizziamo i turni. Io e Claudio rimaniamo in pozzetto fino all’una, poi arriva Lilly che sostituisce Claudio, io rimango di turno, ma, visto che la navigazione è tranquilla, approfitto per fare qualche breve sonnellino. Dal tavolo da carteggio è possibile controllare perfettamente la navigazione, radar, plotter cartografico e AIS, ripetitore del pilota automatico, ci fanno stare tranquilli. In navigazione a vela imposto una zona di guardia di 5M sul radar e attivo la funzione watchmann ogni 20min. In questo modo, il radar rimane in st-by (a consumo ridotto) e si attiva per 1 minuto ogni 20 controllando che non ci sia nulla nella zona di guardia, in caso contrario emette un suono di allarme. Così mi è possibile fare qualche dormitina con la testa appoggiata al tavolo da carteggio… La temperatura è piuttosto bassa e l’umidità si fa sentire, sto volentieri al caldo sottocoperta. A parte il tratto di circa 10M dalla costa spagnola (dove abbiamo contato 15 navi), il mare è deserto, nulla di nulla fino quasi a destinazione.

E’ mattina, prepariamo la colazione, verso le 10, a 2 ore da Melilla, il vento cala, mettiamo motore e dirigiamo in porto, appena fuori, da un gommone della Guardia Civil ci osservano e poi ci seguono, entriamo. Lilly ci annuncia per radio, ci dicono di accostare al molo del benzinaio e portare i documenti in capitaneria, a pochi metri di distanza. Eseguite le pratiche di ingresso (fotocopia documenti e crew list), ci assegnano un posto in marina, la tariffa è di soli 11 Eu al giorno + spese per acqua e corrente (di cui non usufruiamo). Fatico un poco per entrare all’ormeggio, le trappe delle barche vicine sono lunghissime e il posto è veramente stretto, entro di prua dopo qualche manovra, abbiamo tolto la passerella in previsione di navigazioni più lunghe e per dare più spazio alla “zona di pesca” (purtroppo, a parte il tonno di qualche settimana fa, più nulla…), quindi l’ormeggio di prua è d’obbligo, ma anche molto più comodo..

Ormai è tardi per dormire, pranziamo,  dopo una breve pennichella andiamo a fare un giro a Melilla. E’ una città poco turistica, bella e interessante ma priva della “movida” delle Baleari e di Cartagena.

La prossima tappa sarà nuovamente nella costa spagnola, guardo il meteo in internet, da domani sera si prevedono venti sostenuti da W e SW, una depressione si sta formando nel mare di Alboran. Decido che partiremo all’alba di domani, prima che arrivi il vento sul naso, andremo dalle parti di Adra, a E di Malaga, sono 80M da fare in giornata, preseguiremo poi per Malaga, dove sbarcheremo Claudio.

16 settembre 2013 Da Melilla a Adra

Sveglia alle 5, ormai mi sto abituando, radar, luci, salvagenti, ci prepariamo per le ore di buio che ancora rimangono, l’alba arriva alle 7.30, le giornate si sono accorciate notevolmente, in Croazia faceva luce alle 5, adesso abbiamo luce dalle 7.30 alle 20 circa e poi quasi 12 ore di buio. La navigazione notturna richiede prudenza, abbiamo sempre i salvagenti e le cinture di sicurezza, si rimane preferibilmente in pozzetto. L’umidità è sempre altissima e la temperatura, piuttosto bassa, invita a indossare felpa e giubbino.
Uscendo del posto barca ci appoggiamo sulle trappe delle barche accanto, con un po’ di pazienza Magic si discosta e usciamo senza altri problemi. Fuori il mare è una tavola, niente onda ne vento, non avevo mai visto un mare così piatto da queste parti. La SOG è di 7Kn, a motore siamo più veloci del solito, misuro una corrente di un nodo abbondante a favore, meglio così, dobbiamo fare 85M e forse arriveremo prima del buio.

Albeggia e i nuvoloni che coprono il cielo si dissolvono a metà mattina, ancora motore. Verso le 12 arriviamo in vista dell’Isola di Alboran, una piccolissima tavola di roccia in mezzo al mare, è una riserva integrale dove vige il divieto di sbarco, passaggio e pesca. Lilly avvista un gommone! Così al largo… un gommone scuro che ci punta a tutta velocità, è un mezzo della Guardia Civil. Velocemente ci accostano e ci chiedono di ritirare la canna da pesca che abbiamo sempre fuori, li aiutiamo a ormeggiare  sottobordo con due cime, sono in cinque, tre salgono a bordo senza chiedere il permesso… Sono in pieno assetto operativo, giubbini mimetici, armi, casco e visiera. Chiedono i documenti di identità e quelli della barca, fotografano tutto compreso il Magic, uno di loro ispeziona sottocoperta, “Bella barca!” commenta. Quello che sembra il loro capo, ci dice che è proibita la pesca fino a 12M da Alboran, noi siamo a 4M … Per un momento sospetto che vogliano darci qualche multa, invece era solo un avviso, nessun problema, ringraziano e se ne vanno.

La navigazione prosegue su un mare  liscio come l’olio, ma le sorprese non sono finite.
Lilly mi chiama mentre sto scrivendo al computer sottocoperta, è una balena mi dice… in realtà, a un centinaio di metri da noi, stazionano pigri 4 globicefali, credo siano lunghi 5 o 6m, neri e lucidi, li fotografiamo prima che si immergano.

Verso metà pomeriggio si alza una brezza da W, proviamo randa e yankee ma è troppo debole, allora issiamo il gennaker,  Magic parte contento a 8Kn. Manteniamo una buona velocità e alle 19 siamo a poche miglia da Adra, c’è ancora molta luce quando entriamo in porto, solito panorama di palazzoni selvaggi, la costa qui è tutta così.
Il marina di Adra è quasi deserto, poche barche ormeggiate all’inglese, il porto è operativo, 200 posti con banchine nuove, cancelli di sicurezza, trappe, colonnine con acqua e luce funzionanti, ma ha pochissimi ospiti, ci ricorda il marina Bellagio un paio di anni fa…. Di fronte al marina, c’è un bel porto peschereccio, un piccolo paese, con magazzini refrigerati per il pesce, officina, uffici, bar, bagni, docce e altre strutture, ma i pescherecci professionali sono solo 4-5 di medie dimensioni, gli altri sono piccoli barchini. Dai cartelli esposti deduciamo che tutto il complesso (porto peschereccio e marina) sono stati costruiti con i fondi della CE e sono gestiti da un ente pubblico (come quasi tutti i marina spagnoli), il tutto non è affatto sfruttato come potrebbe essere, qualche giornalista scriverebbe “una cattedrale nel deserto” … anche qui, storie già viste! Appena ormeggiati arriva un ragazzo della security, ci fa compilare una crew list e ci dice di presentarci il giorno dopo all’ufficio del marina, lo invitiamo a bordo, stiamo preparando la cena, Cipirones al pomodoro, patate lesse e antipastino di polpo ripieno, il Magic ha un’aria veramente accogliente, “bella barca!” Commenta il ragazzo.

Telefono ad Alberto, è in un marina 10M più a E, ci raggiungerà domani. Cena a bordo, in questo posto leggermente surreale e silenzioso.

Da Adra a Malaga, Benalmadena e Gibilterra

In questi giorni, il vento è prevalentemente da W, impossibile passare lo stretto, a causa del vento e mare contrari uniti alla corrente. Navighiamo sottocosta, facendo piccoli tratti, ci fermiamo nei marina di Velez vicino a Malaga, posto caro e poco interessante, poi ci trasferiamo a Benalmadena, anche questo, un marina poco apprezzabile. Da notare alcuni posti sulla costa dai nomi curiosi, come “Punta della Mona” e “Tetas de Malaga”. Durante questi tragitti, fatti prevalentemente a motore dato il vento contrario, abbiamo notato sottocosta forti correnti in varie direzioni, quando erano favorevoli alla nostra rotta, ci permettevano di incrementare di un paio di nodi la velocità, ma in alcuni casi alzavano un mare ripido molto fastidioso. 

La tappa successiva (circa 60M) ci ha portato a Gibilterra, abbiamo navigato anche questa volta con poco vento, prevalentemente a motore. E’ con un po’ di emozione che ci siamo avvicinati alla famosa rocca, avvolta in una densa nuvola e scolorita dalla foschia, tutto come nei libri! I due marina di Gibilterra erano assolutamente pieni, così, dopo aver ammainato la bandiera gialla e issato nuovamente quella spagnola, ci siamo diretti presso il grande e accogliente marina di Algeciras, un ottimo porto con tutti i servizi, spazioso ed economico (32 Euro a notte). Da qui è facile prendere l’autobus per Gibilterra, anche se la visita alla città è stata piuttosto deludente. Gli inglesi si sono portati qui il clima di Londra, una grande nuvola scura copre la città come un grande cappello, subito dopo il confine, la temperatura si abbassa di una decina di gradi ed è tutto avvolto in un triste grigiore. E’ con sollievo che ritorniamo in Spagna, passata la sbarra torna il sole e il caldo, via maglie e giubbini… Veramente incredibile!

Alberto ed equipaggio (Ali e Bruno), partono per una visita guidata, purtroppo Bruno ha la brillante idea di attraversare di corsa un’area dell’aereoporto per andare urgentemente in bagno. Viene subito placcato dalla security e successivamente consegnato alla polizia inglese. Hanno il loro bel dafare per spiegare l’accaduto, per fortuna Ali è inglese e riesce a spiegarsi bene, alla fine tutto si risolve e l’avventura viene documentata da una foto dei poliziotti con Bruno che Ali posta in facebook.

 Da Gibilterra a Ceuta e Tangeri

Il vento è ancora da W quando partiamo per Ceuta, sono solo 13M che percorriamo con una bella veleggiata a 8-9Kn. Il piccolo e scadente marina è in compenso caro, 57Eu a notte, un furto rispetto a Melilla (11Eu) e Algeciras. Rimaniamo 2 notti, la città è bella, molto grande, con bei palazzi. Ragioniamo sul da farsi, il vento da E è arrivato ma fuori dallo stretto c’è un vortice posizionato davanti al Portogallo. Si prevedono venti forti da W nei prossimi 6-7 giorni. Decidiamo di trasferirci a Tangeri, rimarremo li ad aspettare il vento favorevole per andare a Funchal. Passiamo una giornata a pulire la barca e fare qualche lavoretto, la drizza della randa si è usurata, la calza si è tagliata proprio dove lavora lo stopper, qui non c’è verso di trovarne una nuova (è una drizza in Dynema da 70m). Con un paio di viaggetti in testa d’albero la tolgo, la cucio e la rimetto rovesciata, per ora è ok. Altre due cime hanno fatto la stessa fine, per fortuna non è difficile sostituirle.
Lilly si fa diverse scarpinate per fare la spesa, anche qui ha trovato l’ennesimo Ildi!!, alla fine ha le braccia più lunghe di 5cm ma abbiamo la cambusa piena.

Il 24 mattina partiamo per Tangeri, sono 27M, la corrente a favore ci permette di fare mediamente 7Kn quasi tutti a vela, entriamo in porto a metà pomeriggio. E’ un grande porto peschereccio, l’unico piccolo marina (Real Club) si rifiuta di ospitarci. Alberto ha trovato posto in un angolino dietro a un grosso catamarano in disarmo, un paio di barche a vela e un rimorchiatore, ancora e poppa in banchina alta 3m! Ci propongono di incastraci li in mezzo, vento sostenuto al traverso…. Prepariamo per l’ancoraggio ma Lilly mi dice che sente un rumore strano, il verricello dell’ancora gira da solo! per fortuna l’ancora era legata bene!

Spegnamo tutto e rinunciamo ad ancorare, vaghiamo per il porto in cerca di un posto, è pieno di enormi pescherecci rugginosi e sporchissimi, alla fine ne affianchiamo uno che tiene costantemente i motori accesi. E’ un problema salire e scendere, dobbiamo scalare la murata e attraversare il peschereccio più un altro affiancato, alla fine della gita siamo sporchi come meccanici. Arriva la polizia, ma il poliziotto non osa scendere e mi invita nel suo ufficio con i documenti, si tratta di una stanzetta con un vecchio tavolo, divanetti, cucina a gas e frigorifero, ci sono altri tre personaggi che si presentano in mezzo arabo e mezzo francese, ci sediamo tutti attorno al tavolo. Il poliziotto mi fa le domande di rito e compila alcuni moduli, si rivolge a me in diverse lingue, senza una ragione precisa: francese, spagnolo, inglese e qualche parola di italiano, tra loro parlano in arabo! Alla fine compila tutto e posso tornare a bordo, però…. Dobbiamo spostarci! Tutto sommato è una fortuna, ci mettiamo affiancati ad un altro peschereccio, sempre enorme e sporchissimo, ma almeno non ha i motori accesi!. La raccomandazione che ci fanno tutti (funzionari, pescatori e passanti), è di chiudere tutto bene, c’è un altissimo rischio di furti. Riusciamo a fare una breve passeggiata e prima del buio torniamo a bordo. Vedo un po’ di GRIB, ci sarà tempo cattivo nei prossimi giorni, dobbiamo aspettare, possiamo muoverci domani e dopodomani solo rimanendo lungo la costa africana, da venerdì brutto anche li. Decidiamo che rimanere qui non è cosa… domani si parte per Rabat, Quelli del Dream Catcher vengono a cena da noi, (bravissimi a scalare i pescherecci prima e, soprattutto, dopo cena), tutti d’accordo, domani si parte. Oceano arriviamo!

 25-26 Settembre 2013

Da Tangeri a Rabat

Il mare è appena increspato, un’onda lunghissima e morbida culla il Magic, il vento è attorno ai 12Kn al traverso, perfetto! Con la velatura da crociera facciamo 7Kn con punte di 8, la barca è appena sbandata. Il cielo è sereno la brezza fresca mitiga il calore del sole, viene voglia di dormire, leggere, guardare l’orizzonte dove il cielo si appoggia al mare… Questo è l’Oceano Atlantico!

Siamo partiti verso le 10 da Tangeri, altra trafila presso gli uffici di polizia per il visto di uscita. Siamo passati per il mercato del pesce, grande casino, gente che urla, puzza incredibile, va e vieni di motorette tipo

Ape che trasportano il pesce, security dappertutto….  Il poliziotto di guardia all’uscita del porto ci ha indicato il posto di polizia, è piuttosto lontano così propone ad Alberto di prendere in prestito la macchina …della polizia! gli da anche le chiavi, ma Alberto declina l’offerta, (io l’avrei presa, mi piaceva l’idea di usare la sirena), allora il poliziotto lo invita a prendere un taxi, e gli da 50 Dinari per pagarlo!! Rimaniamo allibiti! Alla fine andiamo tutti in taxi, al ritorno rendiamo i 50 Dinari al poliziotto…

Ieri abbiamo deciso di saltare Madeira, dopo Rabat andremo direttamente alle Canarie, i venti non saranno favorevoli prima del 2 ottobre e i tempi diventano troppo stretti. Aldo, il nostro prossimo ospite, ci raggiungerà a Casablanca, partiremo con lui.

Mollati gli ormeggi dal peschereccio, salutiamo i marinai e usciamo dal porto. Foschia densa, quasi nebbia, dirigiamo per cabo Espartel, lo spartiacque tra Mediterraneo e Atlantico. Un po’ alla volta la nebbia si dissolve e dopo il capo…. Quanto sopra….!

Purtropppo verso le 21 il vento molla, nottata a motore. Non è una notte tranquilla, reti derivanti in giro, ne incontriamo almeno 2, dopo qualche patema riusciamo ad aggirarle, è pieno di pescherecci, bisogna fare lo slalom. Dal Dream Catcher ci comunicano che hanno preso un tonno di 3 Kg, è il quarto in pochi giorni!! Ma come c***o fanno!! Noi dopo le Egadi neanche una sardina, e abbiamo le stesse esche e la stessa canna!

Il marina di Rabat è situato all’interno di un fiume, l’ingresso risente dell’onda oceanica su un fondale di pochi metri, bisogna entrare con l’alta marea (+2m) e farsi guidare da un pilota per evitare disastri. Arriviamo davanti alla barra verso le 10, la marea sta già calando da 2 ore, il pilota, chiamato per radio, aspetta su un barchino.

Entriamo con l’onda lunga, alta almeno 2m, perfettamente in poppa, seguendo il barchino, do motore a manetta, Magic scivola sull’onda e procede bello dritto in rotta. Fa impressione vedere il mare frangere ai lati del passaggio, le onde esplodono sulle rocce con un rombo cupo, noi siamo in mezzo, prego che non mi molli il motore!

Un miglio di canale e arriviamo al marina di Rabat, il posto non è male. Attracchiamo al molo del benzinaio, accanto agli uffici di polizia e immigrazione (gasolio a 0,8 Euro!). Trafila immensa per l’ingresso, tutto da capo, interrogatorio, moduli da compilare. La funzionaria è gentile, parliamo francese ma quando capisce che sono italiano comincia a mescolare francese e italiano con qualche parola in inglese… al solito! Ci tocca anche l’ispezione della barca con il cane antidroga che annusa dappertutto. Dopo 3 ore buone ci fanno attraccare in un pontile con ridicoli fingher lunghi 4m, mettiamo cime da tutte le parti sperando che non si alzi troppo vento, Magic si porterebbe via anche il pontile! Siamo stanchi morti dopo una notte in bianco, Lilly sta anche male, ha vomitato tutta la notte, non era mai successo, forse un colpo di freddo in pozzetto. Sto quasi dormendo quando bussano, è la Capitaneria che gestisce il marina, devo andare in ufficio da loro con i documenti, altri moduli, altre fotocopie. Adesso però basta! Torno a dormire. Cena dai Dreamers (quelli del Dream Catcher) con il tonno di Ali, avremo tempo per visitare la Medina.

Da Rabat a Mohammedia

Partiamo seguendo il pilota dopo aver fatto gasolio (sempre 0,8Eu al L)  dopo aver espletato alle complesse formalità di uscita, compreso Smok che sembra contento di tornare a bordo per una annusatina! Alla fine vanno 3 ore buone, finalmente arriva il pilota e molliamo gli ormeggi, davanti i Dremers, dietro noi. L’uscita è tranquilla, ci sono 3m di alta marea e il fondale non scende mai sotto i 5. Appena fuori salutiamo i piloti e mettiamo vela con una decina di Kn da W. I Dreamers dirigono subito al largo, noi restiamo sottocosta con vento al traverso che ci fa fare 5-7Kn.  Il mare è calmissimo, l’onda oceanica quasi non si sente, potrebbe essere una S. Giorgio-Cittanova!. Sentiamo i Dreamers alla radio, sono un po’ indietro ma hanno appena pescato l’ennesimo tonno! Arriviamo davanti al porto di Mohammedia alle 17 e 30 circa, un porto commerciale con un piccolo e scalcinato marina in fondo. Nessuno risponde alla radio, ci avviciniamo alla testa del primo pontile, sembra tutto pieno. Esce un signore che parla italiano con accento romano, ci avvisa che effettivamente è tutto pieno, ci sono 5 barche all’ancora fuori, tutti in attesa del vento buono per le Canarie. Stiamo per andare via, quando ci propone di affiancare la barca in testa al molo, un Doufur 40 ormeggiato al corpomorto, comincio la manovra ma arriva l’ormeggiatore, ok per affiancare ma mettere anche ancora. Giustissimo, il vento è al traverso e non possiamo pesare solo sul Doufur. Nonostante il vento e la posizione contraria all’elica (lato sinistro), la manovra riesce benissimo, alle 18.00 siamo ormeggiati.  Pochi minuti dopo arriva il poliziotto, mi porta in auto in ufficio e compiliamo tutto, poi arriva dogana e immigrazione, solita trafila, vanno un paio d’ore. Il posto non è bellissimo, grande porto con navi in banchina, rimorchiatori, pescatori vocianti ecc. , sullo sfondo palazzetti moderni. Di fronte il Real Club, non ha ormeggi (sono quelli dove siamo noi…), ma un bellissimo prato inglese e uffici di prim’ordine. Restiamo a bordo, domani arriva Aldo.

A Mohammedia restiamo due giorni, Aldo arriva nel pomeriggio del 2 e si sistema a bordo. Finalmente siamo di nuovo in 3, inoltre Aldo è uno skipper professionista, potremo far correre la barca con maggiore tranquillità e i turni saranno più leggeri….

 

Da Mohammedia a is. Di Graciosa

Dal 4 al 7 Ottobre

Partiamo il 4 dopo aver espletato le pratiche di uscita dal Marocco, abbastanza veloci a dire il vero, ma comunque, si è fatto mezzogiorno. Salutiamo Mauro e Claudia, equipaggio del Vieu Malin (quelli che ci avevano aiutati per l’ormeggio), tra poco partiranno anche loro assieme ad altre 3 o 4 barche, tutti con destinazione Canarie. I GRIB dicono che avremo una finestra meteo con alta pressione e venti da NE (dovrebbe essere l’Aliseo!) per almeno 5-6 giorni. Questa mattina però il cielo è coperto, nuvoloni scuri corrono a E, speriamo bene….

Partiamo, 2 miglia fuori mettiamo vela, abbiamo armato il genoa grande (forti della presenza di Aldo), ma per prudenza diamo 2 mani alla randa e lasciamo il genoa parzialmente rollato. Il vento è sui 15Kn, boliniamo largo per portarci al largo e uscire dalla zona di pesca, di notte le reti sono un vero problema.

Quando poggiamo per metterci in rotta (a circa 25M dalla costa), apriamo tutto il genoa ma lasciamo le due mani, la vela di prua, avendo più pressione non sbatte.

Per la notte organizziamo i turni, 2 ore di guardia, 2 ore di guardia franca e 2 di riposo. In pratica si fanno due ore in pozzetto e 4 di sonno. Funziona benissimo, al mattino siamo freschi e riposati. Durante il giorno niente turni, siamo solo in 3 e non ci sembra necessario.

La notte passa tranquilla, siamo sui 7Kn costanti, a mezzogiorno del giorno dopo abbiamo percorso 163M.

5 ottobre
Oggi il vento rinforza, siamo sui 18Kn di apparente e ne stimiamo almeno 25 di reale (l’elichetta del log è bloccata…), siamo quasi in poppa, ammainiamo la randa e andiamo di genoa pieno, Magic fila 8-9 Kn con punte di 12 sull’onda. Il pilota automatico lavora benissimo e corregge con calma la tendenza all’orza in discesa dall’onda. Prendiamo anche un bel tonnetto sui 3 Kg, Lilly è tutta contenta, non si pescava nulla dalla traversata per Cagliari!

C’è un po’ di rollio, ma non drammatico, Lilly riesce a preparare un’ottima cena, filetti di tonno infarinati e patate in umido. Ceniamo in dinette senza problemi, anche con un buon vinello…

Il vento si mantiene sostenuto per tutta la notte, anche l’onda è bella alta (2-3 m), ma si va… il pilota lavora instancabile, prima del buio vado a tastare la centralina, il motore è solo tiepido, il solenoide invece scalda parecchio, ma è normale, tra l’altro è nuovo. L’attuatore idraulico è perfetto per un lavoro così gravoso, l’unico problema è il consumo di corrente, ma con un buon vento, l’eolico regge benissimo questo carico.

6 ottobre
Il vento e calato sui 13Kn di apparente, alziamo la randa ma lasciamo le due mani per dare aria al genoa, la velocità cala a 7Kn con punte di 8 sull’onda, a mezzogiorno abbiamo percorso altre 170M . Il cielo si mantiene nuvoloso, fa anche piuttosto fresco. Notte tranquilla a 7Kn.

7 ottobre

All’alba si vede terra, siamo a poche miglia da Graciosa, vento sui 20Kn sempre da NE, cielo coperto, freddo…. Dirigiamo verso Caleta de Sebo, un paesino con un piccolo marina, entriamo e ci dicono che non c’è posto (veramente era previsto…), possiamo dare ancora a cala Francesa a S dell’isola, sono solo 3M. Alle 10 siamo all’ancora, con altre 12 barche, il vento è da terra e la barca è ferma come una statua.
Il panorama è spettacolare, davanti a noi una lunga spiaggia e un vulcano le cui pendici arrivano in mare. Il blu dell’acqua contrasta con i le sfumature gialle marroni e nere del terreno vulcanico, il vento fresco e il cielo coperto rendono il posto quantomai selvaggio. Dopo quasi 500 miglia di mare ci sentiamo bene, siamo finalmente parte di questa natura e la sentiamo amica.
Nel pomeriggio arriva il Vieu Malin e poi altre 3 barche partite anch’esse da Mohammedia, la rada si affolla, adesso ci sono 25 barche. Sento al telefono Alberto dei Dreamers, loro sono già a Tenerife, lasciano li la barca per rientrare in Italia, torneranno il 6 novembre.

 Questa traversata

L’Aliseo non ha mai mollato, dai 15 ai 25Kn fissi da NNE. Abbiamo fatto una media di 170M nelle 24 ore e tutto è andato bene. L’andatura era prevalentemente al giardinetto visto che abbiamo rinunciato alla farfalla, con 4 abbattute e un minimo allungamento della rotta è stata una scelta vantaggiosa e più rilassante. Per le prossime navigazioni vedremo…. Il pilota automatico è andato benissimo, ho perfezionato il set-up dei parametri di controllo e adesso trova facilmente il punto di equilibrio e lavora abbastanza poco. Naturalmente è importante equilibrare la barca, ma con il solo genoa a riva c’è ben poco da fare. Le critiche che erano state fatte riguardo alla stabilità nelle andature di poppa del Magic (dovute alla poppa stretta), si sono rivelate infondate, la barca rolla poco anche con la sola vela di prua e rimane abbastanza stabile in rotta. Ovviamente arriva qualche rollata potente ma entro limiti ampiamente accettabili e, soprattutto, gestibili dall’autopilota. Con la randa a riva rolliamo meno, ma nelle andature al giardinetto il genoa soffre un poco e la tendenza orziera aumenta lo sforzo dell’autopilota. L’ampio e riparato pozzetto del Magic permette una vita veramente comoda, siamo stati benissimo in tutte le condizioni e i turni sono filati via in perfetto relax. Abbiamo acceso il motore per 1 ora dopo la seconda notte, eravamo bassi di batterie, probabilmente perché, dato il cielo spesso coperto, il pannello caricava poco.

 9 ottobre 2013

Da Graciosa a Puerto Calero – Lanzarote

Dopo un paio di giorni a Graciosa, con passeggiate e visita al villaggio, partiamo per Puerto Calero. Abbiamo bisogno di fare bucato, collegarci a Internet e fare acqua, sono solo 35M. Salutiamo gli amici conosciuti a Mohammedia e salpiamo la Rocna. Dobbiamo percorrere 3 M verso N, contro l’Aliseo e la corrente, una penitenza, Magic arranca a motore a 4Kn ma in poco più di un’ora ne siamo fuori. E’ subito vela, anzi Genoa, vento al traverso e schizziamo a 8Kn. Arriviamo alle 18, ci sistemano in un lunghissimo fingher tra i mega-yacht! Il più piccolo e un 60 piedi. A terra una “barchetta” da regata tiratissima, ha una scritta a prua “Volvo Ocean Race”! Il marina è da gran signori, negozi, ristoranti, tutta gente molto “in”, personalmente mi sento un po’ a disagio…. Per fortuna ce la caviamo con meno di 60€. Domai si parte, per un’altra baia all’ancora!

 Dal 11 al 12 Ottobre 2013

Da Puerto Calero a Gran Tarajal e Santa Cruz de Tenerife

Da Puerto Calero a Gran Tarajal sono circa 33M, partiamo a metà mattina dell’undici, appena fuori dal porto mettiamo vela, randa e genoa con il solito aliseo da NE in poppa, velocità attorno ai 7-8 Kn, un paio di strambate ed entriamo nel porto di Gran Tarajal. E’ un bel marina, tranquillo ed economico (20Eu al giorno), anche il paese non è male, poco turistico, con una grande spiaggia e pieno di bambini! Rimaniamo un paio di giorni, poi partiamo per Tenerife, sono 140M, partiamo nel pomeriggio per arrivare a puerto de Santa Cruz con la luce del giorno. Mettiamo vela fuori dal porto, ormai è sempre la stessa cosa, aliseo al gran lasco, barca veloce, niente motore. All’alba siamo in vista del porto, 140M in meno di 20 ore, entriamo alle 9. Ormeggiamo al marina di los Llanos, grande e ben attrezzato, qui c’è il Dream Catcher arrivato una settimana fa, ma i Dreamers sono già partiti per passare due settimane in Italia, dovrò andare a fare alcuni lavoretti anche sulla loro barca.

 

Dal 13 al 20 ottobre 2013

Santa Cruz de Tenerife

Due moli a N è ormeggiata Adriatica, la barca dei “velisti per caso”!, è qui in attesa di imbarcare ospiti per il giro di Pigafetta che conosciamo bene…., andiamo a bordo e incontriamo Giorgio Xodo e Ricardo, Giorgio è uno dei responsabili dell’organizzazione, Ricardo è a bordo perché conosce bene la barca e sta facendo alcuni lavori. Ci scambiamo un paio di cene a bordo da loro e sul Magic, racconti e avventure, quasi tutti di Ricardo che è un fiume di parole…. 
Purtroppo Bruno, che doveva imbarcarsi, qui ha avuto un problema famigliare ed ha rinunciato, ripartiremo in 3. Siamo qui da 8 giorni, facciamo parecchi lavori alla barca, i principali per la messa a punto delle manovre di coperta per navigare con il vento in poppa. Modifichiamo il tangone per poterlo usare anche come buttafuori per lo Yankee e il genoa, sostituiamo alcune drizze, sistemiamo il timone e il gavone di poppa, montiamo altri strumenti, eseguiamo controlli in sala macchine, cambiamo olio,  ecc ecc…. Nove giorni di lavoro intenso, numerose scarpinate per negozi e poco turismo (anzi, per quanto mi riguarda, niente turismo…). In questi giorni frequentiamo il negozio di nautica Spinnaker, il titolare è molto gentile e ci aiuta con le bombole del gas e altre cose che viene a consegnare in banchina.
Abbiamo atteso fino a questa mattina una chiave speciale che ci serviva per fare la manutenzione al timone e che il nostro amico Celso ha costruito e ci ha spedito dall’Italia, purtroppo per problemi burocratici doganali sembra impossibile riceverla anche se si trova a Las Palmas! La burocrazia colpisce ancora, per ragioni sconosciute siamo in un paese Europeo (Spagna) ma le regole europee qui non valgono! Misteri…. Troveremo un’altra soluzione, per fortuna il vento e il mare sfuggono alle regole degli umani (almeno per ora)!

21 Ottobre 2013

Domani pomeriggio partiamo, prua a sud, verso Capoverde. I GRIB danno vento buono da NE per diversi giorni, in una prima fase debole ma poi in aumento fino a 25Kn, si preannuncia una bella cavalcata, sono 800M e contiamo di percorrerle in 5 giorni. Proveremo meglio l’armo per le andature di poppa, randa con ritenuta e fiocchi tangonati o gennaker, dipenderà dalla forza del vento e dall’onda. Adesso la barca è OK, abbiamo fatto una grande cambusa da Carrefour (consegna a bordo) e il pieno di gasolio (qui costa 1 Eu al litro, ma a Capoverde sembra sia a 1,6…), il gasolio arriva in banchina con un camioncino,  così abbiamo riempito anche 4 taniche da 25L, speriamo ci basti anche per la traversata verso i Caraibi. Questa sera, dopo cena, giretto nel lungomare e un “cubo” di birrette! E’ l’ultima occasione…

 Partenza da Tenerife

Alla fine si è dimostrato uno scalo indovinato, tranquillo, economico, ben servito da negozi di nautica, sicuramente meglio che Las Palmas. Dieci giorni sono volati ma sentiamo il bisogno di riprendere il mare, per non ricadere in queste quotidiane abitudini che appiattiscono tutto e tutti…. Mare e natura, natura e mare, è quello che vogliamo per vivere la nostra vita vera.

Così, domani si molla dall’ultimo scalo in Europa, riprendono i turni di notte e la vita rollante con l’onda in poppa, ci abitueremo i nuovo… per i contatti a terra rimane il satellitare e la radio, niente internet, ci ricollegheremo tra una settimana… a presto da Capoverde!