Traversata Atlantica

Traversata Atlantica

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10 dicembre 2013
Questa mattina il cielo è quasi sereno, si vedono le nuvolette dell’Aliseo per tutto l’orizzonte, il vento è girato da NNE ed è leggermente calato sui 10Kn. Issiamo tutta la randa, dopo colazione, alziamo il gennaker e prendiamo 3 mani perché la randa non mangi troppo il vento. Il pilota lavora un sacco per tenere bene la rotta con un vento rafficato e incostante, l’onda lunga da NNW non è fastidiosa e non si rolla, velocità 6-8Kn con qualche piccola straorzata che il pilota controlla senza problemi.
Questi sei giorni di navigazione sono passati veloci, c’è sempre qualcosa da fare e nessuno si annoia. Stiamo prendendo il ritmo dell’Oceano, il leggero stress dei primi giorni sta passando, adesso cominciamo a osservare di più e godere meglio di questo grande mare e dei suoi sorprendenti abitanti, di questo grande cielo in continuo movimento, che ci parla del vento e, ogni notte, ci mostra migliaia di stelle e una luna che cresce, sempre più grande e luminosa. Stiamo diventando amici di tutto questo, sentiamo di farne parte, la reciproca diffidenza dei primi giorni si dissolve come le nuvole degli squalls, siamo quasi a mille miglia dalla terra più vicina, e non ne sentiamo la mancanza…
Oggi prevediamo di tagliare il centro del fuso orario tra 37° e 38° di longitudine W, porteremo indietro l’orologio di un’ora, meno 3 rispetto all’Italia. In effetti fa luce solo verso le 7.30, e l’imbrunire si prolunga fino alle 19. Per non sballare troppo i turni eseguiremo il cambio alle ore 13 che diventeranno le 12 local time. Il local time è di riferimento per tutte le attività a bordo: turni, pasti, eventi particolari, pesca ecc., per gli appuntamenti radio e il meteo usiamo l’orario UTC, per gli orari di accensione del telsat, usiamo l’ora italiana visto che eventuali chiamate arrivano solo da li. E’ un po’ complicato gestire tutti questi orari, ma adesso ci siamo abituati e non facciamo più confusione! Al controllo delle 16 abbiamo percorso 134 miglia, un po poco ma stiamo recuperando velocemente, il vento è aumentato a 15Kn circa, navighiamo con il gennaker tangonato sulla varea del boma e la trinchetta, media 8Kn. Nel pomeriggio sentiamo un colpo secco, la mura del gennaker si è strappata di netto con meno di 20Kn! Tiriamo giù tutto e mettiamo a riva il genoa al posto dello yankee, sono 2 ore di duro lavoro, con vento sostenuto e mare formato.  Il velaio ha fatto davvero un brutto lavoro con questo costosissimo gennaker, a Grenada vedremo come rimediare.

12 Dicembre 2013
Navigazione tranquilla, vento sui 20Kn, teniamo a riva il genoa rinviato sulla varea del boma e la trinchetta a farfalla. Oggi la media si è alzata, 170M, così va meglio, forse arriviamo per il 17.
Nel pomeriggio abbiamo festeggiato metà traversata regalando qualcosa al mare e stappando un prosecco di Denis. Verso sera è arrivato uno squall, poca pioggia e un rinforzo del vento sui 30Kn. Il nuvolone era molto esteso, la notte schiarisce, è uscita una luna luminosa e un sacco di stelle.

13 Dicembre 2013
Giornataccia! Già dal mattino squalls continuati, uno dietro l’altro. Sotto le nuvole il vento raggiunge i 40Kn, dopo aver provato diverse soluzioni rimaniamo con la sola trinchetta a riva. Il mare si gonfia a dismisura, sarà burrasca? Continua così per tutto il giorno e la notte, ma tra uno squall e l’altro il vento torna regolare sui 20Kn, quindi non dovrebbe essere burrasca! Navigando con la sola trinchetta il rollio è forte, si vive male a bordo, ogni azione costa fatica. Alcune onde belle grosse frangono in coperta, allagano il pozzetto ed entrano in dinette dal passauomo lasciato inavvertitamente socchiuso, idem per la cabina di prua dove dorme Roberto.  La pompa dell’acqua doce si è disinnescata e non c’è verso di farla funzionare, devo spegnerla, così per questa sera si usa una bottiglia d’acqua minerale in bagno. Dallo scarico del lavello del bagno di servizio esce una puzza incredibile, è il liquame che sciacqua la vasca di raccolta a causa del rollio… Chiudiamo lo scarico ma la puzza persiste anche in pozzetto….
Tra sfighe varie, ventone, rollio e pioggia, Lilly cuoce tranquillamente 3 teglie di pizza per cena, una buonissima pizza! La gustiamo in dinette dando fondo alle ultime birre. Fuori soffia forte, così l’eolico carica bene. Notte in bianco (almeno per me), rimango fino alle 5 in dinette, (di supporto a chi è di turno), poi vado in branda dalle 5 alle 7.

QUASI BURRASCA
20 ore di vento dai 35 ai 40Kn, pioggia e ondone, le onde si alzano a poppa comparendo diversi metri sopra il coronamento, poi il Magic si solleva leggermente e le inviita a passargli sotto. Loro ci stanno, alzano queste 28 tonnellate di barca come un fuscello e riappoggiano il Magic sul cavo della prossima onda. La velocità sale a 12-13Kn poi torna a 8Kn in attesa del prossimo giro.
Ma le onde non sono sempre precise di poppa, a volte arrivano al giardinetto e il Magic cerca di scrollarle ancheggiando allegramente. A bordo si rolla, sbagliare un movimento significa fare un volo, alzare un bicchiere pieno nel momento sbagliato significa versare tutto il vino a pagliolo, dimenticare socchiuso un passauomo significa fare la doccia in 4 e lavare la cuscineria… Ci si muove a piccoli passi cercando di indovinare dove andrà la scaletta nei prossimi 100 milllisecondi. Si aspetta il rollio in avanti per alzarsi in piedi e quello all’indietro per sedersi, se si invertono le azioni l’operazione non riesce. E’ un po’ come vivere in una gravità variabile, tipo gli astronauti, ma molto più complicato. Alla fine del giorno si è molto stanchi, tutti questi movimenti per muoversi distruggono il marinaio e non, quindi si dorme…
Ebbene si, si dorme, e si sogna anche…. In genere, elicotteri che precipitano, giostre impazzite e cascate d’acqua dal soffitto. Si dorme proni, cercando di bloccare fegato, reni e intestini che se ne vanno a spasso dentro la pancia, si puntellano ginocchia e gomiti per non scivolare dalla cuccetta.
I turni di guardia di 2 ore, si fanno un po’ in pozzetto e un po’ al carteggio, il bip-bip del radar scandisce il tempo ogni 20 min, si controlla la presenza di nuovi squalls o navi, si da un giro d’orizzonte e si torna fuori, legandosi al tavolo in pozzetto a meditare sul   “ma chi cazzo me l’ha fatto fare??!”
In tutto questo casino la barca va da sola, governata dal pilota automatico, nessuno si sogna di toccare il timone, sarebbe difficile, stancante e inefficace. Il pilota fa il lavoro duro, preciso e instancabile. Solo io ho un leggero stress.. “e se…. “  avete capito, io non oso scriverlo…!